da :
del 2 agosto 2006
Singolare iniziativa del
sindaco di Cleto: tutti gli edifici pubblici sono
inagibili
per ristrutturarli offerti spazi e muri per chi
vuole farsi pubblicità
Calabria,
comune sul lastrico
a caccia di sponsor per sopravvivere
Contattate diverse aziende
italiane di beni di consumo
"Pensiamo a un acquedotto 'Ferrarelle' o un
asilo 'Mulino Bianco'"
COSENZA - "Cercasi
sponsor disperatamente". E' questo l'appello
del comune calabrese di Cleto, in enormi
difficoltà perché tutti gli edifici pubblici
sono stati considerati inagibili e rischiano di
essere chiusi a breve. Per ristrutturarli serve
almeno un milione di euro, cifra che l'amministrazione
non può permettersi, visto che sta già pagando
una serie di mutui (alcuni proprio per delle
ristrutturazioni) di 100mila euro.
L'allarme è scattato a partire dalla relazione
del responsabile dell'Ufficio Tecnico che ha
dichiarato inagibili tutte le strutture pubbliche.
Scuole, uffici, palestre e perfino i campetti da
calcio, tutti off limits per gli abitanti, poco
più di un migliaio, e per di più collocati in
una zona ad alto rischio sismico. L'emergenza ha
portato il sindaco della cittadina, Amerigo
Cuglietta, ad impovvisarsi venditore di spazi
pubblicitari e contattare le maggiori aziende
italiane alla ricerca di sponsor privati, dopo
aver bussato alle porte delle istituzioni, a
quanto pare mute e sorde: "Abbiamo chiesto a
Provincia e Regione di intervenire - dice
Cuglietta - ma l'unica risposta è arrivata dall'assessorato
alla Cultura".
E proprio oggi sono partite le lettere agli
eventuali sponsor: "Siamo pronti ad avere la
rete idrica 'Ferrarelle', magari un asilo 'Mulino
Bianco' o un ex mattatoio 'Simmenthal' e, perché
no, lo stesso Municipio targato 'Pirelli'".
Manifesti, gigantografie e ogni tipo di
sponsorizzazione è ben accetta dal sindaco che
si dice "pronto a tutto pur di salvare il
Comune dal totale degrado". L'alternativa è
sigillare gli immobili.
Nell'attesa di ricevere risposte dal sindaco
calabrese arriva anche una denuncia: "Questa
situazione: degrado e niente soldi, non riguarda
solo noi, ma interessa il 90% dei comuni
calabresi. Bisogna porvi rimedio definitivamente".
( 2 agosto 2006 )
TORNA INDIETRO
|