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Un
pò di STORIA LOCALE
Dalla tesi di laurea di Sergio R......:
BREVI CENNI SULLA STORIA E SULL'EVOLUZIONE DELL 'INSEDIAMENTO DI CLETO
A Iacobus De Petramala, successe il figlio Goffredo De Petramala, che per essersi coerentemente schierato dalla parte di
Corradino di Svevia contro gli Angioini, nel 1269 fu bandito dal regno ed il suo feudo venne confiscato. Carlo d'Angiò
assegnò successivamente feudo e castello di Petramala a Guglielmo de Forest, nobile francese, capitano di guerra,
per essersi distinto militarmente nella campagna di conquista dell'Italia Meridionale. Pochi anni dopo, in occasione
della guerra del Vespro del 1282, le forze anti-angioine che anche in Calabria mal sopportavano l'egida francese,
si destarono e presero a parteggiare per Pietro d'Aragona che si considerava erede della corona Sveva. Carlo d'Angiò
fece costruire in questo periodo a maggior presidio della zona, a breve distanza da Petramala, il forte castello di
Savuto (Castruni Sabatii) per meglio controllare l'ampia vallata dell'omonimo fiume e del mare, da dove persisteva il pericolo di sbarco delle navi siculo-aragonesi.
Nel 1265 il castello con il relativo territorio furono assegnati in feudo a don Bartolomeo Sersale e nel 1327 ad
Antonio Sersale. Questa nobile famiglia originaria di Sorrento, governò la contea di Ajello, e quindi i casali annessi,
fino al 1463.
Con Alfonso I di Aragona (1416-1507) inizia in Calabria la sovranità spagnola e finalmente le condizioni di vita
migliorarono. I Sersale, benché feudatari di fede angioina rimasero al governo dello stato di Ajello con Sansonetto,
il quale però, in seguito alla definitiva sconfitta degli Angioini (1462) fu deposto.
Successivamente Ferdinando I di Aragona conferì al Vicerè Francisco de Siscar, di Valencia la contea di Ajello con
gli annessi casali di Petramala, Lago, Laghitello, Serra, Motta di Savutello. L'appartenenza di Petramala alla Contea
di Ajello constò della costruzione di numerosi edifici di proprietà di importanti famiglie ajellesi, che grazie alla
ritrovata stabilità e sicurezza garantita dal governo Aragonese fecero investimenti in quest'area: Solimena,
Giannuzzi, Di Malta, De Dominicis. E' attribuibile a questo periodo la costruzione della poderosa chiesa parrocchiale
di S. Maria Assunta. Fino ad allora il borgo si costituiva dell'aggregazione di modeste dimore contadine ed artigiane
ai piedi del fortilizio ed intorno alla chiesa castellense del S.S. Rosario risalente al 1300 circa.
Nel 1574 la contea di Ajello fu venduta dai de Siscar alla ricchissima famiglia Cybo di Massa. Dalla vicina importante
città di Amantea, sostenuto dal favore Aragonese per i servizi militari resi alla causa crociata nella vittoriosa
battaglia di Lepanto, giunse ad acquistare il feudo di Petramala il nobile capitano di vascello Scipione Cavallo (1580);
egli, che aveva peraltro sposato un'esponente della potentissima famiglia Ruffo di Calabria (la tomba della nobildonna
si trova nella cappella privata di palazzo Cavallo in Amantea), detenne il feudo ed il titolo di Barone di Petramala per
circa dodici anni, rendendosi autore di usurpazioni ed angherie nei confronti della popolazione, non esitando ad
assoldare i peggiori delinquenti della zona (dai famosi disegni Cybo, del 1600 nell'area di S.Angelo non compaiono ne
Petramala ne Savuto, testimonianza del fatto che erano state vendute).
Nel 1592, a seguito delle seguenti ribellioni degli abitanti di Petrama1a, istigati peraltro dalle nobili famiglie
che li avevano interessi e che mal sopportavano la tracotanza del Cavallo, egli vendette il feudo per 26000 ducati a
don Carlo d'Aquino principe di Castiglione e conte di Martirano. Nei primi anni del XV sec. e probabilmente anno in cui
Filippo III elevò il marchesato i Ajello a rango di ducato, i Cybo Malaspina acquistarono dai d'Aquino il castello e
feudo di Petramala, e nel 1628 lo vendettero alla potentissima famiglia ajellese cosentina dei Giannuzzi Savelli che
in Petramala già possedeva ingenti proprietà. Sotto questa famiglia, Petramala ebbe un notevole incremento demografico, passando da 825 abitanti del 1644 ai 1559 del 1798, diventando peraltro, nel frattempo, baronia indipendente.
A tal proposito è significativo il fatto che la città di Ajello, in seguito ad eventi disastrosi come la peste del
1630 ed il terremoto del 1638, dovette ricorrere ad ingenti prestiti concessi ai Cybo dal barone di Petramala Ercole Giannuzzi, ottenendone in quell'occasione l'indipendenza. Occorre aggiungere anche che Petramala fu distrutta dal sisma del 1638 che risparmiò il castello, la
Chiesa castellense e la chiesa parrocchiale benché danneggiati.
L'attuale configurazione urbanistica di Cleto si riferisce in gran parte alla ricostruzione post sismica ed i palazzi
delle famiglie più importanti furono ricostruiti più poderosi sui resti delle precedenti costruzioni. In questo periodo
fu tra l'altro costruita ai piedi del paese la chiesa della Madonna della Consolazione. Ma successivamente, e per ben
due volte, ossia nel 1738 e nel 1905 l'area fu scossa da altrettanti disastrosi eventi sismici, l'ultimo dei quali
danneggiò irrimediabilmente sia il castello che l'annessa chiesa del SS. Rosario.
In seguito all'abolizione della feudalità, avvenuta agli inizi del 1800, Petramala fu frazione del Comune di Ajello,
finché nel 1936 con il nome mitologico di Cleto, fu dichiarato comune.

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